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TECNICHE CHIRURGICHE

 TECNICHE CHIRURGICHE PIU' MODERNE 

La tecnica più nuova e più frequentemente utilizzata è la tecnica extramucosa chiusasi esegue dall'interno delle fosse nasali senza sezioni della mucosa e senza cicatrici esterne visibili. 

 

Nei reinterventi e quando si vuole modificare sensibilmente la zona della punta nasale, la tecnica scelta più frequentemente è la tecnica "open" in questa tecnica si accede alle strutture nasali con una piccola incisione esterna a livello della columella (zona più bassa del setto).La piccolissima cicatrice che ne consegue (2-3 mm.) è del tutto invisibile a un anno dalla operazione.

 

In entrambe le tecniche le modificazioni della dimensione e della forma del naso si ottengono rimuovendo, adattando e riposizionando le strutture osteo-cartilaginee della piramide nasale secondo parametri ben precisi

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 RINOPLASTICA CHIUSA PER VIA EXTRAMUCOSA 

 

Le incisioni sono endonasali (all'interno del naso) e quindi del tutto invisibili.

Le più praticate sono: l'incisione intercartilaginea (Fig. 1) e l'incisione intersetto-columellare o emitranfissa (Fig. 2).

Vengono eseguite in entrambe le narici per una lunghezza di meno di un centimetro per parte.

Attraverso le incisioni si separano molto delicatamente (dissezione) (Fig.3).

I tessuti molli del naso (cute, sottocute e muscoli) dalle strutture di sostegno osteo-cartilaginee (ossa nasali, cartilagini triangolari, alari e del setto). Tali strutture costituiscono lo scheletro della piramide nasale e dalla loro forma dipende l'aspetto estetico del naso.

Operando all'interno dello spazio che si crea con la dissezione al di sotto dei tessuti molli, si possono eseguire tutte le modifiche delle strutture di sostegno necessarie per dare al naso la forma voluta.

Si modificano per prime le strutture cartilaginee (Fig.4)

Si modificano successivamente le strutture ossee con precise osteotomie (incisioni dell'osso).

Esse vengono praticate:

  • Sul gibbo (gobba) del dorso nasale, che viene asportato (Fig. 5) 

  • Sulla sommità della piramide nasale (osteotomie mediane) (Fig. 6)

  • Sulla base delle ossa nasali (osteotomie basali - Fig. 7)

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Le ossa nasali proprie vengono in tal modo separate dall'osso mascellare e riunite tra loro con una frattura chirurgica (Fig. 8). Così si colma il vuoto creato dall'asportazione del gibbo e si chiude il "tetto del naso".

Si esegue infine la plastica del lobulo (la punta) (Fig. 9) riducendo e modellando le cartilagini alari, dopo averle evidenziate con una incisione al bordo inferiore delle narici (incisione marginale).

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Talvolta è necessario, per migliorare ulteriormente la forma della punta, eseguire sezioni complete delle cartilagini alari ed innesti di cartilagine (Fig. 10)

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In conclusione, il grande vantaggio della rinoplastica per via extramucosa (extramucosal rhinoplasty) è che la mucosa nasale non viene sezionata ma delicatamente separata dalle parti interne del naso (Fig.11). La metodica consente di rispettare integralmente l'anatomia del naso preservando completamente le funzioni dell'organo.

E' ad uno stesso tempo una tecnica di semplice esecuzione e decisamente meno traumatica per il paziente .

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 RINOPLASTICA APERTA 

 

In questa tecnica, preconizzata e largamente eseguita dalla scuola Americana, la via di accesso alle strutture nasali avviene attraverso ad una incisione praticata sulla cute del naso in una area che si trova nella parte inferiore della piramide nasale tra le narici (columella) (Fig.12).

Dopo l'incisione si pratica un attento scollamento dei tessuti molli dalle strutture dello scheletro nasale.

L'intervento procede successivamente in modo del tutto analogo alla tecnica extra mucosa.

L'unica differenza è costituita, quindi, dalla via di accesso.

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 BISTURI PIEZOELETTRICO PER LE OSTEOTOMIE 

Le tecniche chirurgiche si evolvono in continuazione e le ultime novità in tema di rinoplastica è l'uso del bisturi piezolettrico per eseguire le osteotomie.

Lo strumento utilizza gli ultrasuoni e consente incisioni dell'osso estremamente precise e sottili risparmiando integralmente i tessuti molli (cartilagine, pelle, tessuto connettivo) 

Con l'uso del bisturi ad ultrasuoni si riduono l'edema postoperatorio e i tempi di recupero sono più brevi.

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